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domenica 6 gennaio 2008

giovedì 22 febbraio 2007

intorno a un principio di forma


questo è un dipinto che è rimasto a metà per quasi tre anni: ne avevo fatto il disegno e non mi ero mai deciso a dipingerlo. Alla fine ho ceduto perchè a mia madre piaceva tanto e desiderava che lo finissi, quindi mi ci sono messo in maniera aggressiva è l'ho portato a termine, poi l'ho regalato a lei.
Devo dire che ne sono piuttosto soddisfatto: come forma mi è piaciuta da subito, dal primo schizzo che ne ho fatto, mi pare, nell'estate del 2003. Da allora mi riproponevo di farne un dipinto, ma poi mi inibiva il fatto che, attribuendogli una certa importanza dentro un percorso "formativo", tenevo particolarmente che venisse bene. Ritenevo quindi che mi ci volesse un momento di calma, di tranquillità assoluta per dedicarmici con impegno e cocnentrazione, insomma uno stato di grazia di quelli che non arrivano mai!!!
Alla fine mi sono imposto che dovevo finirlo, e così è stato. Mi si poneva con una certa urgenza un problema "narrativo", cioè di evitare di fare di questa forma una natura morta, considerando la facilità con cui questa forma rischia di somigliare ad un oggetto di arredamento, ad un vaso con una forma strana.
Nelle intenzioni, invece, volevo fosse una forma organica, metamorfica, come ripiegata su sè stessa ma al tempo stesso aperta in un urlo: un urlo che esce da quella corolla floreale alla sua estremità superiore.
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Con questo, però, non volevo nemmeno insistere troppo su uno stile espressionista troppo libero, troppo sciolto, troppo mosso, perchè non mi sembra congeniale a questo repertorio di forme. Credo infatti che una maniera sintetica, di pennellata larga, si confaccia ad una trasformazione (e deformazione") del reale, o a certe forme di astrattismo che indugiano verso la gestualità. NOn funziona, invece, quando c'è già una ricerca di forme strutturate come sono queste: sarebbe un filtro che complica la lettura della forma e, di conseguenza, la sua comprensione. Insomma, gelare la forma in un disegno nitido, cristallino, mi serviva a dare una leggibilità chiara alla composizione: senza temevo che il tutto potesse essere ancora più difficile da comprendere, perdendo di valori "tattili". Con tutto ciò, comunque, guardando nel dettaglio si noterà che non si tratta di una ricerca di iperrealismo, ma di una pittura che vuole comunque mantenere dei margini di "spontaneità" pittorica, sebbene molto castigata

martedì 23 gennaio 2007

scarabocchi serali (al bar)



questo è il risultato di una sera al bar con un taccuino per schizzi a portata di mano. Un po' per accontentare vari suggerimenti di adattare questi miei birilli al quotidiano, un po' perchè tanto il disegno è poco impegnativo, quindi si può provare davvero di tutto, sono arrivato a questo lavoro. Ce ne sono molti altri fatti nella stessa occasione, ma questo è il solo davvero nuovo, e risponde all'invito "fai un birillo che esce dalla televizione". Allora ho cominciato, prima ne è venuto fuori uno che sta dentro la televizione, come in un programma normale. Poi ho ripreso l'idea di quello che si affaccia alla finestra nel condominio fatto per Bavy, che poteva dattarsi all'idea di qualcuno che sta uscendo da uno spazio. Per addizione sono venti poi tutti gli altri, da quello seduto sul bordo a destra a quello (l'ultimo) che sbuca da dietro con un'antenna in mano. Credo sia una trovata divertente.

L'omino sul bordo, poi, ha dato adito ad un altro lavoro. Anche lui, infatti, inizialmente aveva un'antennina in mano, ma questa in realtà somigliava più che altro ad una canna da pesca! da lì, allora, un'altra idea: facciamo un pescatore! Sarebbe stato però banale che questo umanoide pescasse in un laghetto: molto meglio farlo stare seduto su un cubo, con la sua canna da pesca in mano, che pesca dentro una bacinella da cui sbuca fuori un pesce (nella prima versione) o più pesci (nella seconda versione). è uno di quei casi in cui il lavoro "di squadra" fa uscire delle idee nuove: francamente non mi sarebbe mai venuta in mente una cosa così o, più probabilmente, non mi sarebbe venuta mai la voglia di metterlo su carta. In compagnia, invece, un po' per provare, un po' per divertirsi, queste cose si possono fare. Il risultato, a rivederlo ora, mi diverte.

Un ringraziamento quindi a Bavy, Laura e Ilaria: se "deraglio" in queste cose la colpa è in parte anche loro!!!
Ora, però, aspetto qualche commento: Saw, tira fuori lo psicanalista d'assalto che c'è in te e dammi la tua interpretazione! Ovviamente estendo a tutti il medesimo invito!!!


PS: per dato di cronaca, il disegno risale al 20 gennaio 2007, a Milano, in un locale di cui non ricordo il nome, ad un'ora imprecisata ma intorno alla mezzanotte. Si stava parlando delle questioni di cuore di Laura....