è vero, è un po' che trascuro questo blog...sto diventando una persona "impegnata" e faccio fatica a stargli dietro, o forse è che siamo a giugno, e la stanchezza di un anno si è accumulata e non ho voglia di far niente, o quasi niente: guardo le cose da fare, mi schifo e finisce che accendo la televisione, dite che sia una mania grave?
Ieri poi ho avuto un'ora di tortura dal dentista: aveva previsto una pulizia dei denti, ma nessuno dei due si aspettava che in una settimana mi si rompesse un dente e che dovesse incapsularlo. Sta di fatto che è stato lì per un'ora ad armeggiare dentro la mia bocca. "Mi ha fatto una bella sorpresa sa?" e io: "Guardi, non l'ho fatto apposta!!!".
Ad ogni modo pare che l'idillio fra me e il mio dentista, con cadenza settimanale, durerà fino ai primi di luglio....che culo!!!
mercoledì 6 giugno 2007
venerdì 1 giugno 2007
Barza
questa mi è arrivata via mail da Ste', la riciclo subito!!!
Un uomo d'affari è in volo per New York ed è seduto vicino ad una bionda stupenda, quando si accorge che la donna sta leggendo un Manuale di Statistica Sessuale.
Incuriosito chiede di cosa si tratti.
"E' un libro molto interessante" dice la bionda.
"Lo sapeva lei che gli Arabi hanno il pene più lungo, mentre ai Lombardi spetta il primato del maggior diametro? Comunque io mi chiamo Janet, e lei?"
"Mohammed Brambilla, molto piacere".
Un uomo d'affari è in volo per New York ed è seduto vicino ad una bionda stupenda, quando si accorge che la donna sta leggendo un Manuale di Statistica Sessuale.
Incuriosito chiede di cosa si tratti.
"E' un libro molto interessante" dice la bionda.
"Lo sapeva lei che gli Arabi hanno il pene più lungo, mentre ai Lombardi spetta il primato del maggior diametro? Comunque io mi chiamo Janet, e lei?"
"Mohammed Brambilla, molto piacere".
sabato 26 maggio 2007
Bibliomanie: DIFESA DEL LIBRAIO DI STRADA
Bisogna bandire una petizione In difesa delle bancarelle e dei chioschi di libri all’aperto: nel giro di un anno si registra infatti già il secondo decesso. Il primo a cadere è stato quello di fronte al Teatro Dal Verme, che già a luglio del 2006 si era trasformato in un fiorista gestito da signori orientali. Adesso riscontro con rammarico che anche il piccolo chiosco di piazza Cordusio si avvia all’estinzione. Ho colto infatti un momento di transito: accanto a pochi libri superstiti sono spuntati oggettini di legno, grandi pupazzi di Pinocchio, targhe per la camera del pupo e altre amenità. Mi viene in mente quando ha chiuso il Remainder in Galleria Vittorio Emanuele II, di cui troppo pochi hanno sentito la mancanza. Ricordo una fase di mezzo in cui una parete di libri era stata eliminata per fare spazio a una serie di zaini, borse e portacellulari: credo fossero acquistabili singolarmente o in omaggio insieme a un certo numero di acquisti. Un tentativo un po’ ingenuo di sopravvivere, e infatti è durato poco.
Eppure, questi luoghi del commercio librario sopperiscono ad una funzione vitale della storia e dell’itinerario dell’oggetto libro, in quanto sono il paradiso dei bibliofili, una razza di lettori strana, esigente, difficile da classificare: è la categoria di quelli che in un libro non cercano solo un testo da leggere. Umberto Eco, in una bellissima “Bustina di Minerva” su “L’espresso”, qualche anno fa, diceva che il bibliofilo non è quello che ama i Promessi Sposi perché gli piace il romanzo manzoniano, ma che ama quella particolare edizione, con una certa copertina, un determinato carattere tipografico e un certo tipo di carta.
C’è un’affezione alla materialità dell’oggetto e una cura per quell’aspetto della bibliografia per cui il testo non è neutro alle forme della sua trasmissione (Mc Kenzie insegna!)
Nelle bancarelle di libri vecchi il bibliofilo sguazza con un senso di piacere: guarda tutte le copertine e familiarizza con esse, passa delle mezz’ore a scorrere le costole di tutti i volumi anche se sta diluviando. In genere sono luoghi in cui i libri non hanno un ordine, quindi bisogna scorrerli tutti per avere un’idea. Anzi, maggiore è il disordine, più il bibliofilo sarà felice, perché ogni libro trovato avrà il sapore della scoperta. Se poi arriva all’acquisto, magari in una uggiosa giornata milanese, si sentirà di aver fatto un’opera umanitaria, di aver preservato la tal copia dall’umidità e dalle ingiurie degli eventi atmosferici. Sono, questi, i luoghi in cui è ancora possibile contrattare, tirare sul prezzo, dato che quei libri non hanno più mercato, non hanno più un prezzo di copertina: si paga la singola copia a seconda del suo stato di “salute” e della sua rarità.
Il bibliofilo, insomma, è un animale strano all’interno della costellazione dei lettori: un personaggio dai caratteri che sfuggono, ma che meriterà delineare meglio in un altro intervento. Potrà sembrare biblacco, infatti, affermare che l’acquisto di un libro non è un atto feriale, ma un vero e proprio rito, se non addirittura un corteggiamento. Di questo, però, parlerò in un’altra occasione. Per ora, prima di tutto, preme riportare l’attenzione sul declino, sull’estinzione di questi posti così pittoreschi e così misteriosi: se questi piccoli antiquari cominciano a chiudere, bisognerà cominciare a chiedersene il motivo.
Eppure, questi luoghi del commercio librario sopperiscono ad una funzione vitale della storia e dell’itinerario dell’oggetto libro, in quanto sono il paradiso dei bibliofili, una razza di lettori strana, esigente, difficile da classificare: è la categoria di quelli che in un libro non cercano solo un testo da leggere. Umberto Eco, in una bellissima “Bustina di Minerva” su “L’espresso”, qualche anno fa, diceva che il bibliofilo non è quello che ama i Promessi Sposi perché gli piace il romanzo manzoniano, ma che ama quella particolare edizione, con una certa copertina, un determinato carattere tipografico e un certo tipo di carta.
C’è un’affezione alla materialità dell’oggetto e una cura per quell’aspetto della bibliografia per cui il testo non è neutro alle forme della sua trasmissione (Mc Kenzie insegna!)
Nelle bancarelle di libri vecchi il bibliofilo sguazza con un senso di piacere: guarda tutte le copertine e familiarizza con esse, passa delle mezz’ore a scorrere le costole di tutti i volumi anche se sta diluviando. In genere sono luoghi in cui i libri non hanno un ordine, quindi bisogna scorrerli tutti per avere un’idea. Anzi, maggiore è il disordine, più il bibliofilo sarà felice, perché ogni libro trovato avrà il sapore della scoperta. Se poi arriva all’acquisto, magari in una uggiosa giornata milanese, si sentirà di aver fatto un’opera umanitaria, di aver preservato la tal copia dall’umidità e dalle ingiurie degli eventi atmosferici. Sono, questi, i luoghi in cui è ancora possibile contrattare, tirare sul prezzo, dato che quei libri non hanno più mercato, non hanno più un prezzo di copertina: si paga la singola copia a seconda del suo stato di “salute” e della sua rarità.
Il bibliofilo, insomma, è un animale strano all’interno della costellazione dei lettori: un personaggio dai caratteri che sfuggono, ma che meriterà delineare meglio in un altro intervento. Potrà sembrare biblacco, infatti, affermare che l’acquisto di un libro non è un atto feriale, ma un vero e proprio rito, se non addirittura un corteggiamento. Di questo, però, parlerò in un’altra occasione. Per ora, prima di tutto, preme riportare l’attenzione sul declino, sull’estinzione di questi posti così pittoreschi e così misteriosi: se questi piccoli antiquari cominciano a chiudere, bisognerà cominciare a chiedersene il motivo.
venerdì 11 maggio 2007
lunedì 30 aprile 2007
di ritorno da L'Aquila (sigh)

Dall'affollamento di commenti che si è creato in questa settimana di mia assenza noto che vi sono davvero mancato!
Va bhè, in ogni caso ora sono di nuovo qua, anche questa sortita aquilana è terminata. Vi starete domandando (credo), cosa ci vada a fare in Abruzzo, bene, vi accontento subito. La foto qui sopra è l'oggetto delle mie sortite abruzzesi: un polittico che si trovava nella parrocchiale di Campo di Giove, smembrato e disperso nel 1902.... Dopo un anno l'ho ricomposto quasi tutto, ed ho anche trovato la statua che era conservata al suo interno!
I dettagli alla prossima....
sabato 21 aprile 2007
mercoledì 18 aprile 2007
I primitivi facevano la spesa?
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